Auto storiche e GPL: Tutto ciò che devi sapere

Date le numerose limitazioni in atto alla circolazione nei centri urbani di auto non catalizzate, il pensiero di installare un impianto Gpl (Gas di Petrolio Liquefatto) sulla propria auto storica sembrerebbe l’unica soluzione per ridurre l’impatto ambientale. Oltre ad ottimizzare i costi si potrà usufruire della possibilità di circolare liberamente anche in caso di blocco del traffico, in quanto si trasformerebbe in un veicolo a basse emissioni.
C’è ancora poca chiarezza per quanto riguarda l’istallazione degli impianti Gpl sui veicoli storici, ma nelle future righe proveremo a riordinare, ad oggi, tutto ciò che concerne il tema.
Iniziamo smentendo la convinzione che l’istallazione di un impianto a gas comporti un calo di prestazioni rispetto all’alimentazione a benzina: gli impianti più moderni garantiscono performance con scostamenti nell’ordine del 2-3 %, e talvolta è possibile notare anche un miglioramento nell’accelerazione rispetto all’alimentazione classica, inoltre, in tema di sicurezza, i serbatoi del Gpl sono confrontabili se non addirittura migliori di quelli a benzina. Con le installazioni omologate in base al regolamento Ece/Onu 67 è possibile parcheggiare fino al primo piano interrato, e, per chi voglia avventurarsi con la propria auto storica in viaggi più lunghi, imbarcare il veicolo sui traghetti in apposite aree e transitare, segnalandolo al gestore, nei tunnel di collegamento internazionale.
Generalmente la preoccupazione più frequente si sintetizza nella domanda:
“L’istallazione dell’impianto a gas sulla mia vettura può pregiudicare la sua iscrizione all’ASI?”
La risposta ci viene fornita direttamente dall’ASI:
“I veicoli con impianto di alimentazione secondaria, quali GPL o Metano, possono essere iscritti e ottenere il CRS ai fini della circolazione.
Per ottenere, il Certificato di Identità invece, l’impianto deve essere storicizzato e dunque avere compiuto almeno 10 anni (come da Regolamento della CTN Auto).”
(Asifed.it)
Questo significa che non ci sono limitazioni per l’iscrizione del veicolo all’Asi, nemmeno con impianto Gpl appena montato.
L’installazione dello stesso non costituisce alcun ostacolo ai fini dell’iscrizione del veicolo. Nel momento in cui il mezzo è certificato presso l’ASI, è possibile ottenere senza problemi il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica (CRS), utile a gran parte delle compagnie assicurative che offrono il prodotto storico.
Per quanto riguarda l’Omologazione ASI invece, ovvero la cosiddetta “Targa Oro” (massimo riconoscimento da parte dell’ASI che riserva ai veicoli conservati maniacalmente, come usciti dalla fabbrica, o se restaurati come da fabbrica), non sempre la presenza di un impianto Gpl permette di ottenere il Certificato di Identità necessario a tal proposito. Il Certificato può essere rilasciato solo se sono decorsi 10 anni dall’istallazione dell’impianto a gas sul veicolo.
L’omologazione ASI si ottiene sottoponendo l’auto ad un approfondito esame tenuto da una apposita commissione che certifica l’originalità della vettura.
Vi sono però alcune compagnie assicurative che, a prescindere dal regolamento previsto dall’ ASI, sono restie nei confronti dei veicoli storici “gasati” e richiedono una totale originalità del mezzo come requisito per accedere alla polizza di interesse storico.
Molti possessori di auto vintage sono convinti che montare un impianto a Gpl o a Metano equivale a rovinare l’originalità della loro vettura, ed è un pensiero del tutto rispettabile. D’altro canto un impianto del genere nella maggior parte dei casi non risulta invasivo, non modifica la meccanica della vettura e può essere rimosso in qualsiasi momento.

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